Pro Piacenza, per chi suona la campana?

30.12.2018 13:01 di Tutto Siena Calcio   Vedi letture
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Pro Piacenza, per chi suona la campana?

Una storia horror è quella che racconta il Pro Piacenza. Una storia horror che inizia con il ritardo dei pagamenti delle mensilità estive, antipasto indigesto di quello che sarebbe poi successo. Nella cruciale data del 16 dicembre, non sono stati pagati i corrispettivi del bimestre 1 settembre-31 ottobre, e a questo è seguita la denuncia del DG Massimo Londrosi, che, attraverso una nota ufficiale, ha fatto sapere di aver presentato "un dettagliato esposto sulla gestione economico-finanziaria del Pro Piacenza affinché sia valutata dal pubblico ministero competente la condotta dell'amministratore sotto il profilo penale e siano in generale vagliate eventuali ipotesi di reato in relazione ai fatti oggetto dell'esposto". Ciliegina sulla torta a una messa in mora effettuata in precedenza della maggioranza dei giocatori rossoneri, che sono giunti quest'oggi alla terza giornata di sciopero, lasciando ancora più solo patron Maurizio Pannella, che ha visto rassegnare anche le dimissioni di tanti storici dipendenti del Pro Piacenza: hanno infatti lasciato, per ovvie e comprensibili ragioni, il segretario sportivo Paolo Porcari, la responsabile amministrativa Giusy Spiaggi, il segretario generale Carlo Sella, Mino Lucci, Eros Prandini e molti altri. Un breve resoconto al quale c'è da aggiungere un non piccolo dettaglio reso noto da Londrosi che, sempre attraverso una missiva ufficiale, ha fatto sapere che da tempo il club della sentenza che il Tribunale di Milano-sez.2 “Fallimento e procedure concorsuali” e la sua presidente dottoressa Alida Paluchowski prenderanno "in merito alla vicenda della società controllante il Pro Piacenza, la Seleco spa, sempre riconducibile a Pannella, in merito all'ammissione o meno al concordato richiesto". L'ormai ex dirigente ha parlato anche di "un'istanza di fallimento presentata da un fornitore scocciato dalle continue promesse di pagamento non mantenute da Pannella" e della notifica "di un atto di pignoramento presso terzi da parte di un altro fornitore, oltre a diversi decreti ingiuntivi tutti provvisoriamente esecutivi che daranno luogo a breve ad altrettanti pignoramenti giacché non sono stati soddisfatti i creditori né opposti i loro atti riguardanti forniture e servizi resi e prestati nel periodo Luglio-Ottobre di quest'anno", aggiungendo anche che "non sono ancora stati pagati i lavori di manutenzione al centro Siboni". Il tutto a fronte di una ora silenziosa proprietà, che fino a poco fa però, congiuntamente a suoi stretti collaboratori, si è risentita con la stampa, ha parlato di forti rassicurazioni e serenità del proprio operato. Alle volte il silenzio è d'oro, ma occorre distinguere i casi. Perché in questo, il silenzio sarebbe stato d'oro nei mesi scorsi, ora qualche parola in più sarebbe forse - anzi, è - necessaria. Anche se di che morte dovrà probabilmente morire il Pro Piacenza è cosa abbastanza evidente; è però pur vero che la lunga sosta invernale potrebbe cambiare qualche equilibrio ed evitare un nuovo Modena-bis che sembra ormai certo. Come accennato prima, infatti, scatterà quest'oggi l'ultimo bonus a disposizione della squadra, che dalla prossima giornata in poi dovrà presentarsi in campo per evitare l'esclusione dal torneo: oggi, contro la Robur Siena, però, a ragion veduta, la prima squadra sciopererà, e viene difficile ipotizzare che in campo vada la Berretti come succede a Matera, poichè anche il settore giovanile emiliano è allo sfascio. E non è solo questo l'aspetto da considerare. Qualora si sistemasse qualche tassello con il 2019, ovviamente entro il 20 gennaio, ci sarà da risolvere la grana stadio, visto che il "Garilli" sarà chiuso per il Pro fino a quando il Piacenza, che detiene la gestione dello stadio, non riceverà l'affitto per l'ultimo match che la truppa di mister Maspero ha giocato, quello contro l'Arezzo. I chiari di luna non sono certo rassicuranti...