Siena, Vincenzo Spadavecchia ci parla di sé

06.12.2018 07:49 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 37 volte
Siena, Vincenzo Spadavecchia ci parla di sé

Vincenzo Spadavecchia di carriera ne ha ancora tanta davanti a sé. Il centrale della Emma Villas Siena ha appena 25 anni ma stagione dopo stagione continua a manifestare una crescita costante tanto da essere riuscito a ritagliarsi un buonissimo spazio anche in questo avvio di campionato di Superlega.

Vincenzo Spadavecchia è alla sua terza annata con la casacca biancoblu. E’ arrivato a Siena nell’anno in cui il coach del team del Presidente Giammarco Bisogno era Paolo Tofoli; una stagione nella quale la compagine biancoblu ha conquistato la Coppa Italia di Serie A2 ed è poi arrivata fino alle semifinali playoff. Nella stagione scorsa, poi, il centrale pugliese nato il primo agosto 1993 a Terlizzi è stato tra i protagonisti della cavalcata con coach Juan Manuel Cichello culminata con la vittoria nella finale playoff contro la Monini Spoleto e con la conquista del campionato di Superlega.

“Se gioco a pallavolo devo ringraziare in primo luogo i miei genitori – dice Spadavecchia –. Da bambino ho provato più di uno sport: il nuoto, ma non mi piaceva. Poi il basket. Infine la pallavolo, che praticavo anche a scuola e che mi è piaciuta subito. E’ uno sport di squadra, nel quale se il team non è unito non è possibile vincere. Ero alto e ho iniziato come opposto. Ma la cosa che mi dava maggiore soddisfazione era il muro, e ne facevo tanti. Pian piano quindi ho cambiato ruolo e sono diventato un centrale. Oltre ai miei genitori devo ringraziare tante altre persone, i coach Vincenzo Fanizza, Michele Carelli, Ruggero Passeri e l’ex giocatore Nicolò Palumbo. Tutti loro mi hanno fatto crescere e mi hanno insegnato tante cose che mi sono state utilissime”.

I primi anni di carriera pallavolistica di Vincenzo sono tra Molfetta e Castellana Grotte. “Ma io ho capito che questo poteva diventare un lavoro solamente quando sono arrivato a Siena – aggiunge il centrale –. Il mio sogno era quello di arrivare in Superlega e di dare il mio contributo alla squadra, come sto facendo adesso. Volevo riuscire ad arrivare a giocare nel massimo campionato italiano e con Siena ce l’ho fatta”.

Di obiettivi Spadavecchia ne ha ancora tanti e d’altronde la sua carta d’identità fa capire che per lui potranno esserci ancora molte stagioni da vivere e da disputare. “Spero di fare molto bene con questa maglia addosso – afferma – . Questo è il mio terzo anno a Siena, ormai qui mi sento come a casa. Conosco tante persone, i tifosi mi riconoscono, mi salutano e mi incitano a dare il meglio anche quando mi trovano per la strada. Qui ho conosciuto la mia fidanzata che ha un ruolo decisamente importante nella mia vita e che mi dà forza e mi sprona in ogni situazione. La nostra squadra mi piace, ci sono buonissime qualità. Con Saeid Marouf mi trovo bene e in questo gruppo ci sono tanti giocatori che hanno molto da insegnare. Possiamo migliorare e risalire la classifica. E chi lo sa, magari un giorno riuscirò a vestire la maglia della Nazionale per giocare le Olimpiadi…”.