Binda: "Calciopoli risolta in un mese, ora caos perenne"

03.10.2018 19:00 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 100 volte
Fonte: TuttoC.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Binda: "Calciopoli risolta in un mese, ora caos perenne"

 

Per analizzare il momento del calcio italiano, dopo la sentenza del TAR che ha dichiarato l'inammissibilità dei ricorsi delle squadre in attesa di ripescaggio e in attesa dell'evolversi della vicenda Entella, i microfoni di TuttoC.com hanno contattato una delle più autorevoli firme de La Gazzetta dello Sport, Nicola Binda.

Ennesime sentenze, e ancora niente di fatto: che succede al calcio italiano?
“In uno stato di diritto c'è la parola definitiva dei tribunali, che qui non si è avuta, è stata solo dichiarata l'inammissibilità dei ricorsi: Fabbricini si è preso la grande responsabilità di dare l'ok per la B a 19 squadre, ma fin quando non saranno definitive le cose, nessuno potrà chiedere il risarcimento dei danni, che mi sembra a oggi l'unica via percorribile in virtù delle tempistiche. Voluto o no, questo non lo so, si è però innescato un cortocircuito che ha fatto perdere credibilità al sistema, la nuova Federazione dovrà riformare tutto: a livello di giustizia, di sostenibilità dei club, di area professionistica. Quest'anno è esploso il caso, prima Parma-Spezia, poi il Foggia, le plusvalenze, la B a 19, la querelle ripescaggi: mille problematiche e nessuna strada per risolverli. La nuova priorità dovrà essere quella di evitare certe situazioni”.

Ma si arriverà davvero all'elezione di un presidente federale?
“Ci si augura che il 22 ottobre ci sia una Federazione forte. Il calcio e lo sport se la sono sempre cavata da sola, di tutto rispetto l'intervento del Governo ma non si sarebbe dovuti arrivare a tanto. E' stata una sconfitta”.

E c'è ancora il caso Entella da valutare.
“Questo rientra nel marasma di cui parlavo prima: questo anno ci sono stati più scandali che altro, e anche questa situazione è paradossale. Ricordo che nel 2006 Calciopoli fu risolta in un mese, con la Juventus in Serie B, e non fu una passeggiata di salute: adesso, con club anche meno blasonati di quello torinese, non si riesce a trovate la via d'uscita. Ed è ingiusto non solo nei confronti dei liguri ma anche del campionato”.

Torneo che alla meno peggio ha preso il via. Ma quanta credibilità avrà?
“Sono passate 4 giornate e ancora ci sono incognite in merito a promozioni, retrocessioni, playoff e playout: nella storia del calcio, non ricordo un solo campionato iniziato senza un regolamento. Ed è chiaro che questo fa perdere la credibilità al tutto. Quando invece la C è un torneo che ha storia e passione, ma su questo prende il sopravvento tutto il resto. E pensare che la Lega Pro ha per altro presentato più proposte, ma la Federazione non firma nessuna di queste”.

Non firma i regolamenti, ma introduce coattamente le Squadre U23 in Serie C.
“Il livello del calcio è talmente basso che ogni novità per rilanciarlo è da valutare e approvare, se si rimanesse fermi sarebbe molto peggio. Ma visto il momento, trovo assurdo che il Commissario Federale abbia messo come sue priorità, in estate, il CT della Nazionale e le Squadra B: la Juve, anni luce avanti a tutte, ha poi aperto la breccia, ma non era questa una norma a ora necessaria. A ogni modo, se questa riforma serve a far crescere il calcio italiano e la Nazionale ben venga, se deve solo far crescere i giocatori per il tornaconto dei club che aderiscono no, non vedo perché la C debba stare al servizio delle società di A. Il servizio deve essere al calcio italiano”.

Proviamo a parlare di campo: che squadre vedi in rampa di lancio?
“Per capire i valori serve ancora qualche giornata, la lunga attesa e lo spezzatino hanno fatto male a tutti, non solo a chi era finora stato fermo. C'è però da dire che questo Monza berlusconizzato è una piacevole novità, ma vedo bene anche il Piacenza, che può tornare su alti livelli. Mi fa anche piacere vedere che il Trapani è partito bene, mentre la Casertana, che ha fatto un mercato di blasone, è partita male: nel Girone C, però, da battere è il Catania, anzi, sembrava che tutte fossero un po' disorientate dall'attesa della big. Big che è anche il L.R. Vicenza Virtus, la gara di lunedì può essere stata la svolta”.