L'estate delle incertezze: due o tre ripescaggi?

08.08.2018 17:48 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 264 volte
Fonte: TuttoC.com
L'estate delle incertezze: due o tre ripescaggi?

L’Avellino saluta il professionismo. Tre ripescate in Serie B? Non si sa. Ora tocca al Cesena: penalizzato per un futuro che non ci sarà. Meno 15 a una società che non esiste e non esisterà, perché il nuovo corso dei romagnoli parte da zero. Logica la richiesta di penalizzare il passato, che riscriverebbe il presente: con il Cesena penalizzato nella stagione appena conclusa, la Virtus Entella “ruberebbe” il posto al Siena. Fermo restando che anche su quel fronte arriveranno altre decisioni. Il verbo, per la cronaca, è tra virgolette: qui nessun club ruba davvero nulla a nessuno, tutto lecito e giusto quel che sarà deciso dai tribunali. Ferie permettendo. Anche se siamo a metà agosto e sembra metà maggio Ferie: signori e signore, il TFN va in ferie. E il Chievo, per questo motivo, resta in Serie A. Non è questo il posto per emettere giudizi, ma per ora è un dato di fatto che il Cesena sia stato penalizzato per aver fatto affari col Chievo, e i clivensi l’abbiano scampata per un vizio di procedura. Come dicevamo una settimana fa, il calcio si gioca sui cavilli, non sui campi. È la vicenda più assurda di un’estate che ce ne sta regalando di ogni. Siamo onesti: la soluzione più giusta sarebbe fermare tutto per un anno. Riorganizzare la baracca, ripartire dalle fondamenta. Anche nell’anno di CR7. Non succederà, facciamocene una ragione. Si fermerà, forse, la Serie C. Il comunicato del direttivo dell’altro giorno è molto chiaro e anche molto duro: ci vediamo il 22, se ne parla dopo ferragosto. Una sorta di ultimatum a una FIGC che non si è ben capito perché sia stata commissariata. Un mezzo bluff, diciamolo: il campionato di Serie C partirà. Però è un bluff più che giusto: la situazione è insostenibile. O in alto se ne rendono conto, oppure sarebbe giusto non partire. Sarebbe. A proposito di giustizia: il CONI spinge per avere il Bari in Serie C. La cena fra Luigi De Laurentiis, Malagò e Decaro non è casuale. Il CONI spinge, Lega Pro e Serie D fanno resistenza. Passa il messaggio che Gravina non vuole il Bari in C. Un’assurdità anche solo pensarlo: una piazza del genere farebbe comodo a tutta la C, a partire dal presidente che lo sa benissimo e infatti non si oppone per piccio o capriccio. Ma perché a questo mondo ci sono ancora delle regole, e far tornare il Bari sin da subito nel professionismo le violerebbe tutte o quasi. Messina e Taranto sono pronte sul piede di guerra. Cesena, Reggiana e Modena ne avrebbero tutto il diritto. Bari, come città, è qualcosa di diverso da tutte le altre. Bari, come squadra e società, non dovrebbe avere nulla di diverso dalle altre. Riportarla subito in Serie C sarebbe un’ingiustizia per tutte le altre. È uno scenario a chi chiudono la porta quasi tutti: le possibilità non sono poche. Sono inesistenti. E anche De Laurentiis se ne potrà fare una ragione.