Le altre del Girone A: Livorno, riprendi il passo da capolista?

09.02.2018 09:34 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 48 volte
Fonte: TuttoC.com
Le altre del Girone A: Livorno, riprendi il passo da capolista?

Una macchina da guerra, che non aveva neppure sentito minimamente il peso di un k.o. di rilievo come quello del derby perso contro il Pisa (1-0 in favore dei nerazzurri il finale), una vetta più che consolidata, un mercato che non è andato a stravolgere niente, poi due settimane di affanno: che sta succedendo Livorno? Probabilmente niente, o probabilmente tutto. Di certo la sconfitta di Alessandria aveva aperto qualche piccola falla, pur essendo solo la seconda in tutto il campionato – e di partite, allora, gli amaranto ne avevano giocate ben 22 -, ma la cosa che forse ha fatto inclinare il capo in segno di attenta osservazione è stato poi il seguente pareggio, quello di domenica scorsa, ottenuto in rimonta sul campo della Pistoiese.

Una gara preparata alla perfezione dalla truppa guidata da mister Indiani, che l’ha “vinta” soprattutto a centrocampo, imbrigliando poi bene l’attacco amaranto con un 4-4-1-1 che non si è minimante scalfito neppure quando Sottil ha cambiato modulo (dal 4-3-1-2 al 4-2-4): la sensazione è stata che il volto della gara non potesse mai cambiare, al netto della smania del Livorno di portarsi a casa i tre punti (perché quella si percepiva), la Pistoiese è riuscita in quello che nessuno aveva mai fatto, ovvero nel mettere sotto la capolista, facendo sempre la partita. Erano gli orange a dettare il tutto.
E il Livorno non ha fatto il Livorno, per meriti si dell’avversario, ma anche per demeriti suoi. Aprendo qualche falla, mostrandosi forse impaurito, anche se poi il lampo di Murilo – che durante il mercato sembrava un corpo estraneo nella rosa labronica –, congiuntamente al pari dell’Alessandria nel match contro la Robur Siena, ha ristabilito un certo ordine, che ha portato a mantenere la vetta a +6 dalla seconda, la Robur appunto. Un punteggio diverso sarebbe stato forse deleterio.
Come deleterie sono state le dichiarazioni di mister Sottil a fine gara: il tecnico, come spesso accade quando il Livorno soffre (errata corrige: come è accaduto nelle rarissime volte in cui il Livorno ha sofferto, e non si contano neppure su una mano), se la prende con gli arbitri. Parole che vanno a scalfire la leadership, che creano un (assurdo) alibi. Del quale la formazione toscana non ha certo bisogno. Anzi, alle volte un mea culpa può essere assai più produttivo.

Il Livorno non è forte, il Livorno è la squadra più forte, il Livorno è la squadra da battere, probabilmente persino la più attrezzata dei tre gironi, quella che anche a livello di mentalità e organizzazione (anche extra campo) è più che pronta alla Serie B, che alla fine, rispetto a tante altre squadra, non manca da chissà quanto tempo. E questo è un punto a favore. Resettare quindi quello che è stato nelle precedenti due partite, anche se è ovvio che ora la pressione aumenta, ora è più che mai netta la consapevolezza che il Girone A non può vincerlo nessuno, può solo perderlo il Livorno: e lo spettro dell’Alessandria vista nella passata stagione aleggia. Ma i labronici hanno quel quid in più della truppa piemontese targata Braglia, quel quid in più che forse risiede proprio nel tecnico. Che deve tornare a fare per primo la differenza.