Le altre del Girone A: Lucchese, Ciro Capuano si racconta...

08.02.2018 19:13 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 53 volte
Fonte: TuttoC.com
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com
Le altre del Girone A: Lucchese, Ciro Capuano si racconta...

Ciro Capuano, leader difensivo della Lucchese, pilastro dello schieramento di mister Giovanni Lopez, si è raccontato ai colleghi di GianlucaDiMarzio.com, partendo dall'esperienza di essere allenato da Carlo Mazzone: “Ho avuto la fortuna di averlo come allenatore ai tempi del Bologna. Ero alla prima esperienza in Serie A e lui ha saputo darmi tanti consigli importanti, che si rivelano decisivi ancora adesso. Non te le mandava certo a dire, il vecchio Carlo, e non usava toni molto pacati: era sempre pronto al confronto, anche duro. Splendidamente schietto e sincero. Ogni allenatore dovrebbe essere così, era uno stimolo continuo per i suoi giocatori. Ha dato moltissimo al calcio italiano, è una grande persona. Mi ritengo un privilegiato ad aver lavorato con lui”.

Poi spazio ad un ricordo infelice, come quello di aver visto sfumare proprio all’ultimo la promozione in B con la maglia del Pisa: “Ricordo quel giorno come fosse ieri. Ci qualificammo ai play-off di Serie C al termine di un gran campionato. Eravamo consapevoli di avere dei grandi mezzi: la società del presidente Maurizio Milan era molto ambiziosa e i nostri tifosi ci seguivano in massa ovunque. Tra i miei compagni di squadra c’era anche Antonio Obbedio, allora un ottimo centrocampista, oggi il mio Direttore Sportivo alla Lucchese. Dopo aver battuto il Cesena in semifinale, arrivammo a giocarci la promozione contro l’Albinoleffe e all’andata, sospinti dal nostro pubblico, liquidammo gli avversari per 2-1. Tutto sembrava girare per il verso giusto, ma nella drammatica partita di ritorno, con lo stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo colorato dal nerazzurro dei nostri supporters, incappammo invece in una giornata storta e i padroni di casa ebbero la meglio ai tempi supplementari. Ho ancora in mente il silenzio assordante della nostra curva: guardai a lungo i nostri tifosi dopo la gara. Fu una delusione veramente cocente. Lo scorso anno, quando con la Lucchese abbiamo eliminato l’Albinoleffe agli ottavi di finale dei play-off, mi sono preso una piccola rivincita personale e solo adesso posso dire di aver veramente metabolizzato quella clamorosa sconfitta”.

Capuano ha parole al miele anche per Nicola Legrottaglie, suo compagno nell'avventura a Catania, diventato un amico vero ed un punto di riferimento. nonché suo allenatore all'Akragas: “Nicola è un amico, una persona di cuore. Nel 2012 è stato proprio lui a battezzarmi come ‘Atleta di Cristo’ e ne vado molto orgoglioso. Valori come il perdono e l’amore vengono spesso sottovalutati od oscurati dalla rabbia e dal rancore, ma è necessario mantenerli vivi. Sono sentimenti unici ed inestimabili, che cerco di coltivare ogni giorno e che conducono alla felicità. Nicola è stato molto importante in questo mio percorso, non posso che ringraziarlo. Legrottaglie è stato anche l’allenatore dell’Akragas, io avevo 34 anni e decisi di seguirlo. Non è stato facile adattarmi alla categoria, ma con il tempo ho ritrovato sicurezza e a fine stagione abbiamo raggiunto una meritata salvezza, anche se Nicola nel frattempo era stato sostituito”.