Le altre del Girone A: Lucchese, il giorno della cessione della società sembra non arrivare mai

14.04.2018 13:17 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 48 volte
Fonte: TuttoC.com
© foto di Maurizio Di Ciuccio/Image Sport
Le altre del Girone A: Lucchese, il giorno della cessione della società sembra non arrivare mai

D-Day: espressione inglese che significa semplicemente "il giorno", non uno qualunque ma il giorno stabilito per una missione, un'importante operazione militare o politica, oppure una data, scadenza o ricorrenza particolarmente rilevante . E' insomma una generica espressione, anche se c'è chi sostiene che, con la doppia D, "D-Day", significherebbe "Decision Day", il giorno della decisione, o "Deliverance Day", il giorno della liberazione.
Ma ci sono casi in cui quella D, maiuscola sta per “Domani”, o “DoMai”, giusto per coniare una simpatica espressione popolare, che indica una situazione che dovrebbe avere compimento, ma compimento non ha.
Come la cessione della Lucchese a Lorenzo Grassini. Ci scusi l'imprenditore senese se ironizziamo bonariamente su questo, ma gli scricchiolii che si avvertivano nei giorni scorsi qualche dubbio lo stavano già lasciando.

Ma ripercorriamo i fatti dall'inizio, o meglio, da circa un mese fa, quando Grassini si è prepotentemente (in senso ovviamente figurato) inserito nel club. Il 16 marzo fu persino indetta una conferenza stampa, nella quale lo stesso Grassini si espresse così: “Grazie a Lucchesi, che mi affianca, ho poi conosciuto appunto Moriconi, col quale è sorta subito un'empatia e il 13 mattina abbiamo formalizzato l'intesa raggiunta attraverso una proposta irrevocabile di acquisto: questa formula obbliga le parti a rispettare le clausole dell'accordo, e ci da tempo di terminare la due diligence, che non dovrebbe però avere problematiche, conosco bene la situazione debitoria del club", aggiungendo poi persino dati sulla divisione societaria, “il mio 80% è stato anche dato, per piccola parte, al figlio di Bruno Vespa, Federico, che ama il mondo del calcio e quello della comunicazione, aspetto sul quale potrebbe lavorare anche in ottica della tv di Moriconi già da adesso. Poi il 3% delle quote rimarranno a chi adesso già le ha, Lucca United, Lucca Partecipazioni e Moreno, e il 17% a Città Digitali". Quindi, proposta irrevocabile firmata, e 30 giorni di tempo (12 aprile 2018) per versare nelle casse di Arnaldo Moriconi la cifra pattuita, circa 800mila euro: con la data che avrebbe trovato la dead line nel giorno di ieri, salvo poi la proroga di altri dieci giorni concordata dalle parti che hanno sottoscritto un documento aggiuntivo alla proposta irrevocabile di acquisto finora citata.
Non è però da sottovalutare il rumors che nei giorni scorsi voleva Moriconi aver anticipato la data di scadenza a venerdì scorso, gradendo il versamento nelle proprie casse dei soldi necessari a formalizzare l'acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario del club.
Problemi legati alla due diligence? Parrebbe di si, ma è difficile capire quale sia il cavillo, se non la sfortuna di Fabrizio Lucchesi, che già a Pisa ebbe problemi legati all'imprenditore romano che portò alla guida del club, tal Fabio Petroni, condannato poi per bancarotta fraudolenta non legata al calcio ma alle attività personali condotte, ma comunque autore di un mezzo fallimento del sodalizio nerazzurro, salvato solo dalla famiglia Corrado. Lucchesi al tempo delle problematiche emerse, era già lontano da Pisa, ma l'augurio è che adesso trovi maggior fortuna con un imprenditore di altro livello rispetto a quello dello sventurato Petroni: confidiamo in Grassini e nella risoluzione del tutto.

A ogni modo attenzione, per la Lucchese non tutto è perduto. Secondo quanto raccolto nei giorni scorsi dal nostro portale, è infatti tornato in auge il nome di Pietro Belardelli, che da dicembre sta provando ad acquisire il club: non è quindi da escludere che diventi lui il nuovo proprietario della Lucchese, affiancato sempre da Lucchesi che, come per l'eventuale gestione Grassini, andrebbe a ricoprire il ruolo di DG. Magari, appunto, con miglior fortuna.