Tutti in campo, come se niente fosse: qualche scusa può bastare?!

02.11.2018 12:05 di Tutto Siena Calcio  articolo letto 67 volte
Fonte: TuttoC.com
© foto di Federico Gaetano
Tutti in campo, come se niente fosse: qualche scusa può bastare?!

Finalmente si gioca. Dal prossimo fine settimana tutte le squadre impegnate nel campionato di Serie C scenderanno finalmente in campo dopo mesi e mesi di giornate a singhiozzo, di squadre che navigavano nell'incertezza, di altre che disputavano solo amichevoli per tenersi in forma nell'attesa di sapere dove avrebbero giocato (fosse la Serie B o un girone diverso), di tribunali di vario ordine e grado, di interventi della politica (vedasi riforma della giustizia sportiva) a altre amenità assortite. Ci sarebbe da tirare un sospiro di sollievo, di poter finalmente pensare solo al campo e ai suoi verdetti eppure c'è qualcosa che è difficile da digerire. Mesi e mesi di battaglie furiose, di accuse incrociate, di richieste di rispetto delle regole costituire vanno in soffitta lasciando la situazione immutata rispetto ad agosto ovvero con la Serie B a 19 squadre. A furia di rinvii e ricorsi infatti ci si è resi conto che sarebbe stato impossibile ripescare tre squadre (anche se il 15 novembre il Consiglio di Stato potrebbe non essere d'accordo) e farle recuperare 10-11 partite con in più la riscrittura dei calendari. Un pasticcio molto italiano in cui la Lega B esce da vincitrice in barba a regole e regolamenti e il neo presidente federale Gabriele Gravina si trova a rimangiarsi la battaglia portata avanti nel corso dei suoi ultimi mesi da numero uno della Lega Pro avvallando una decisione arbitraria che fino a poco tempo fa aveva combattuto, rimandando ai prossimi Consigli Federali le riforme sui format e sulle NOIF.

Comunque la si voglia vedere il pasticciaccio di questa estate, che non è ancora concluso visto che l'Entella resta in attesa di essere riammessa in Serie B e le altre inizieranno una battaglia per i risarcimenti, lascerà strascichi nel nostro calcio. La presidenza Gravina partirà quindi con una pesante spada di Damocle sulla testa che va a sommarsi ai tanti, tantissimi problemi, che il nostro calcio ha ereditato da una gestione commissariale che probabilmente peggio non poteva fare e che nessuno si aspettava potesse essere così disastrosa.

Negli ultimi giorni poi abbiamo letto dichiarazioni che, alla luce di quanto accaduto, farebbero sorridere se non provocassero rabbia nei tifosi e appassionati:

- “Bisogna tutelare il calcio, il calcio giocato, i campionati, i tifosi e gli appassionati e questa è l'unica idea che ho io” (Mario Balata, presidente della Lega B).

- "Grazie e scusate lo rivolgo anche ai club che saranno impegnati nei recuperi delle gare ed ai milioni di appassionati e tifosi di queste squadre e di tutte quelle che militano in Lega Pro. È stato per loro come se la maglia al Giro d'Italia si strappasse all'ultimo secondo, proprio un momento prima di tagliare il traguardo". (Francesco Ghirelli, dg della Lega Pro e candidato in pectore alla sua presidenza).

- “Capisco che sia molto semplice ipotizzare 19 o 22, ma ci sono degli interessi più importanti in ballo come quelli dei tifosi, degli appassionati che sono parte in causa. Noi dobbiamo per una serie di ragioni far si che i tifosi siano posizionati al centro e ricevano delle risposte certe, dobbiamo dimostrare di essere coerenti e chiedendo scusa a chi ha subito certe lacerazioni”. (Gabriele Gravina, ex presidente della Lega Pro e attuale numero uno della FIGC).

Personalmente - scrive il collega Tommaso Maschio - fatico a capire come questi dirigenti possano presentarsi ai tifosi porgendo le proprie scuse per un caos di cui sono stati attori principali. È fin troppo facile lavarsi così le mani dei disagi, dei danni, delle delusioni – anche cocenti – e dei bocconi amari che i tifosi hanno dovuto digerire in tutti questi mesi. Poche parole, chissà quanto sentite, per lavarsi la coscienza e andare avanti per la propria strada. I tifosi non meritano questo, meritano rispetto quello vero, con la R maiuscola, e meritano che questo non arrivi attraverso le parole, ma con fatti concreti perché hanno già dovuto digerire troppi bocconi amari, dalla spalmatura delle gare a giorni e orari improponibili per le famose esigenze televisive che sono parafulmine per ogni contestazione a campionati monchi passando per fallimenti annunciati e penalizzazioni a causa di banditi travestiti da presidenti/proprietari e di organi di controllo che alla fine controllano ben poco, o non hanno abbastanza poteri per fermare sul nascere certe spericolate gestioni. A furia di tirare la corda il rischio che si spezzi si fa sempre più concreto e sappiamo benissimo tutti che un calcio senza tifosi non è calcio. È un'altra cosa per cui bisognerebbe trovare un nome adeguato.