Dal Canto: "Paradosso aver fatto playoff e poi non essersi iscritti!"

07.08.2020 13:34 di Tutto Siena Calcio   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Dal Canto: "Paradosso aver fatto playoff e poi non essersi iscritti!"

Una mancata iscrizione che lascia l'amarissimo in bocca. Il tecnico della Robur Siena nell'ultima stagione, Alessandro Dal Canto, ha analizzato a TuttoC.com la situazione dei bianconeri.

Come ha saputo della non iscrizione?
"Sono sempre stato in contatto con il direttore, eravamo al corrente di quello che succedeva . C'erano avvisaglie di difficoltà dalla sera prima, sembrava tutto in extremis e poi sanno tutti quale è stato l'epilogo".

La proprietà da quanto tempo non la sentiva?
"Eravamo aggiornati sufficientemente dalla stampa e dal direttore". 

Avete creduto che qualcuno la comprasse?
"Mai creduto. A chiacchiere siamo forti tutti, poi bisogna tirare fuori i soldi. Che avesse difficoltà l'avevamo visto con i pagamenti di gennaio e febbraio saldati in ritardo e pagati tardi alla scadenza del 15 di luglio. Non capisco perché la presidentessa si sia dannata a pagarci e fare corse per adempire al 15 luglio. Sapevamo delle difficoltà ma nessuno credeva potesse finire così".

Come siete riusciti a fare i playoff e non iscrivervi dopo due settimane?
"Questo bisognerebbe chiederlo a lei. Ci può essere giustamente  la perplessità. Faccio un esempio mio: quando scelsi Siena dopo la risoluzione del contratto con l'Arezzo, tutti quanti mi parlavano di una delle proprietà più virtuose della categoria. E oggi è una delle poche squadre a non iscriversi in C. Mi pare un grande paradosso". 

È passato da una società problematica come Arezzo a Siena. A livello di gestione come ha vissuto questa stagione?
"È sotto gli occhi di tutti che nel mercato di gennaio si è pensato a vendere e ad alleggerire i costi. Si poteva ipotizzare magari qualcosa, ma da avere delle difficoltà al non iscriversi assolutamente no: non avrei mai immaginato un epilogo del genere. Che poi ha fatto scalpore il mio passaggio dagli aretini ai senesi: è un po' come passare da Pisa a Livorno. Ho fatto la trattativa per bene ma alla fine dire che ho fatto una scelta scellerata è dir poco. Ma, ripeto, credevo di venire in una società che stava bene, visto anche l'allestimento della squadra della stagione precedente".

E il futuro?
"Avendo fatto un biennale, anche importante per la categoria, mi spiace. Ma al di là del fatto economico, spiace per non aver costruito un bel progetto in una piazza importante. Ora farò come tanti miei colleghi che guardano le partite".

Ha chiamato i suoi ragazzi?
"No, voglio lasciar loro il tempo di metabolizzare. Odio le frasi di  circostanza e quindi le risparmio agli altri".

Ai tifosi cosa vuole dire?
"Siamo tutti delusi. Il professionismo perde una piazza di grande blasone. Ma Siena andrà avanti, i senesi si rimboccheranno le maniche. Troveranno qualcuno  che si adopererà per fare in modo che la società torni in piedi, peccato che accadrà in qualche categoria inferiore. Oggi il problema è capire da dove ripartire. Ma sono sicuro che qualcuno farà il bene della società. Sono fallite grandi società come Fiorentina e Napoli , e quindi ripartirà anche il Siena".

Sarebbe disposto a restare in D?
"Il mio è un lavoro che ho guadagnato e so come funziona: non sono attaccato a nessun carro, non ho nessun aggancio con procuratori e direttori che ti danno una mano. Sono contento che mi sono fatto da solo e andrò avanti come ho fatto fino ad ora ma cercando di conservare la categoria che ho conquistato con il duro lavoro".