Giocare al casino online: rischio ludopatia?

15.06.2020 13:17 di Tutto Siena Calcio   Vedi letture
© foto di Stefano Di Bella
Giocare al casino online: rischio ludopatia?

Per la maggior parte degli italiani il gioco d’azzardo viene visto e vissuto come un divertimento, un modo per passare il tempo cercando di vincere qualcosa. Comprare un Gratta&Vinci oppure giocare tre numeri al lotto, o piazzare una scommessa, spesso non vengono neanche vissuti come “azzardo”.

Ciononostante da molte parti della società viene lanciato l’allarme ludopatia, e si accusa lo Stato per aver reso il casinò online legale, e per aver promosso la presenza capillare di slot machine e vlt un po’ ovunque sul territorio. Voci allarmanti provengono ad esempio dall’Osservatorio per il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo. Patrizia Saraceno, uno dei membri dell’osservatorio, denuncia il fatto che ormai giocare sia diventato facilissimo, “come andare a comprare il pane”. E in effetti anche il paesino più piccolo ha il proprio casinò legale, che sia una sala giochi, o una sala slot nel bar del centro.

Dai dati ufficiali relativi al 2017, forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso dell’anno scorso gli italiani hanno speso più di 101 miliardi di euro giocando al casinò legale online, nelle sale giochi, scommettendo sullo sport, o semplicemente giocando al lotto e alle lotterie istantanee.

Italia casinò legale: quanto spendono gli italiani

La spesa pro-capite con questi numeri sale a 1.697 € annui, considerando tutta la popolazione maggiorenne, i numeri vedono un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Guardando alla distribuzione territoriale, la provincia di Prato è quella in cui si gioca di più, ben 3.796 € a testa; quelle in cui si spende di meno sono Trento ed Enna con meno di 1500 € pro-capite.

Ovviamente tutti questi dati si riferiscono esclusivamente al gioco regolamentato dalla legge, nel casinò legale online con logo ADM, o nella sala slot con le dovute concessioni, e non tengono conto del sommerso legato alle modalità di gioco illegale. Pur avendo a disposizione ben più di un casinò legale anche sui dispositivi mobili, il gioco al di fuori della legge, gestito dalla mafie è ancora diffuso, soprattutto nelle regioni meridionali.

Fare un identikit del giocatore tipico non è semplice, e tantomeno di coloro che soffrono di una dipendenza da gioco. Si tratta di una patologia che colpisce sia gli uomini che le donne, accomunati dall’illusione di fare la giocata che cambia la vita. Molto spesso si cade nei meccanismi della ludopatia, senza che dietro vi siano situazioni di disagio, semplicemente il gioco viene visto come un’attività normale.

La lotta alla dipendenza da gioco e la prevenzione

Il tema della ludopatia è affrontato da molte associazioni tra cui il Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi. Dal CelS la ludopatia viene vista come una dipendenza vera e propria, non dissimile dalla tossicodipendenza.

In base a una ricerca portata avanti dall’Espresso, le persone che soffrono di questa dipendenza sono in Italia circa 790 mila, di cui il 50% non ha un lavoro. La ludopatia impone costi allo stato che sono stati valutati per 38 mila euro annui, per ogni giocatore patologico.

Il CelS rivolge la sua attività anche alla prevenzione presso i giovani. I dati ci dicono che il 58% dei ragazzi sono abituati a giocare d’azzardo, che sia online sul sito di un casinò legale, oppure presso l’agenzia di scommesse vicino casa, o alla slot del bar. L’8% dei giovani giocatori presenta dei problemi legati al gioco. Le attività di prevenzione prima rivolte solo ai ragazzi delle superiori, ora vengono dirette anche ai bambini che frequentano la quinta elementare.

Oltre all’attività di prevenzione, il CelS interviene con la psicoterapia sia a livello personale, sia familiare, dato che spesso i problemi del giocatore ludopatico si riversano anche sul proprio nucleo familiare.